Istituto Nazionale Tributaristi

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Raffaele Baratto

Le risposte dei Candidati al Parlamento alle domande dell’INT

Roma
  22-02-2018

Le risposte di Raffaele Baratto, candidato alla Camera uninominale (circoscrizione Veneto 1) – Treviso Lega Nord, Forza Italia, Fratelli d’Italia.


d. Quale sarà il Suo impegno per la riduzione degli adempimenti burocratici che oggi gravano su cittadini, imprese e lavoratori autonomi, anche a causa di una P.A. non sempre pronta a fornire un adeguato supporto al contribuente?
r. Il centrodestra, in testa Forza Italia, ha per primo tracciato la strada per una vera e propria “rivoluzione copernicana” della Pubblica Amministrazione italiana. Con la legge 69/2009 si è data infatti forma a un processo di semplificazione mastodontico, che ha cambiato per sempre il volto e le pessime abitudine della nostra burocrazia. Cittadini e imprese tuttavia, posti al centro, insieme alle loro esigenze, di ogni intervento legislativo sul tema da allora, continuano però a subire la riottosità di un'amministrazione spesso ancora autoreferenziale.
Sono profondamente convinto della necessità di perseguire con risolutezza una profonda revisione delle normative fin ora adottate. Serve anzitutto fare chiarezza e semplificare, prima di ogni altro intervento, il quadro normativo di riferimento.
Quattro dovranno essere i principi guida per rilanciare una strutturale riforma della macchina amministrativa nazionale:
  • la parificazione dei soggetti coinvolti sotto un profilo giuridico e sostanziale. Stato e cittadino dovranno godere di pari dignità;
  • a cittadini e imprese dovranno essere garantite pronte informazioni da parte degli operatori pubblici. L'accesso alla Pubblica Amministrazione e lo svolgimento dei suoi procedimento dovrà essere garantito ai cittadini il più possibile autonomamente, limitando la necessità di rivolgersi ad operatori professionali per le questioni di maggior rilevanza;
  • una revisione completa dei processi di digitalizzazioni avviati, spesso incompleti o insufficienti, anche rivolgendosi a partner privati operanti nel settore;
  • la riduzione lineare degli adempimenti.
d. Pensa che l’istituto dell’autocertificazione, con le relative responsabilità per chi certifica il falso, dovrebbe essere implementato, ad esempio anche per autocertificare i propri crediti d’imposta ai fini delle compensazioni?
r. Indubbiamente la disciplina dell'autocertificazione ha sancito un cambio di passo notevole nell'ambito del rapporto P.A./cittadino. Sono convinto della bontà dell'istituto, ma non possiamo non considerare il contesto di forte arretratezza nel quale alcuni settori della nostra amministrazione ancora gravano. Il mancato completamento di una compiuta digitalizzazione mette a serio rischio i vantaggi straordinari dello strumento in oggetto che potrebbe senz'altro costituire uno dei mezzi fondamentali nella complessiva riforma del fisco che Forza Italia intende adottare. Uno strumento cruciale al fine di realizzare l'inversione del rapporto tra Agenzia delle Entrate e Cittadino, uscendo finalmente da una logica autoritaria, che possa anche essere applicata alle autocertificazioni necessarie per le iniziative in ambito privato.

d. La difficoltà di comprensione e di applicazione delle norme in ambito fiscale, deriva anche dalla sovrapposizione di interventi legislativi che si susseguono senza soluzione di continuità. Non ritiene che, per una vera ed efficace riforma del settore, sia necessaria una tregua normativa?
r. Il tema della iperlegificazione di cui purtroppo il nostro paese è schiavo è cruciale. Leggi, regolamenti e circolari spesso modificati ed integrati non consentono di risalire ad un significato definitivo e chiaro delle disposizioni, impedendo così la realizzazione di un elementare principio giuridico e di civiltà come quella della certezza del diritto. Certo, il decreto taglia leggi ha operato una rivoluzione, che tuttavia non pare ancora completa. Ritengo cruciale cambiare approccio. Sarà necessario rielaborare la forma stessa della nostra legificazione, disordinata e disorientante, a favore di un principio di chiarezza. Un nuovo metodo di scrittura delle nostre leggi, che consenta anche un'applicazione più spedita e non incagli il contenzioso giudiziario in anni di pronunce contraddittorie.

d. L’utilizzo dei sistemi informatici può agevolare i contribuenti ed essere un efficace deterrente all’evasione fiscale, ritiene che il nostro Paese, le sue infrastrutture e le imprese, pensando soprattutto ad artigiani e commercianti, siano pronti ad una rivoluzione come quella che si prospetta con l’obbligo della fatturazione elettronica tra privati (B2B) dal 2019?
r. Certamente nel contesto della regione e della provincia in cui operiamo molte sono le imprese ancora impreparate all'adempimento in oggetto, utile in termini di principio. Si tratta tuttavia, senza il necessario supporto da parte dell'Agenzia delle Entrate, di un'ulteriore imposizione, rivolta a cittadini ed imprese, con un fine che non può che risultare punitivo. Va allora ripensata la sua applicazione che dovrà essere volta a favorire la compliance. Le imprese dovranno essere accompagnate in un percorso con termini più lunghi e un'assistenza “su misura”. Diversamente si rischia di incontrare gli esiti di un altro strumento troppo decantato come lo spesometro.

d. Qual è, secondo Lei, il primo intervento che il prossimo Parlamento dovrebbe attuare in tema di sburocratizzazione?
r. La priorità è l'elaborazione di una complessiva riforma della P.A. Che incida sulla sua struttura, semplificandone i livelli e così le relazioni interorganiche. Anche la revisione dei rapporti di lavoro pubblici costituisce un aspetto cruciale, incentivando la premialità e il ricambio interno, alla ricerca delle migliori professionalità. All'esterno il risultato da perseguire sarà quello di un rinnovato rapporto con il territorio e i cittadini, parificati all'autorità e ai suoi funzionari. Al termine di questo processo, sarà l'amministrazione a dover cercare il cittadino e non il contrario, come oggi accade, spesso fuori tempo massimo. Tali disposizioni di principio andranno completate attraverso l'introduzione dell''inversione dell'onere della prova in ambito fiscale e una complessiva riduzione degli adempimenti.