Istituto Nazionale Tributaristi

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Edoardo Rixi

Le risposte dei Candidati al Parlamento alle domande dell’INT

Roma
  02-03-2018

Le risposte di Edoardo Rixi, candidato della Lega alla Camera collegio uninominale 4 Genova-Bargagli e capolista nel proporzionale Liguria 1 Ponente e Liguria 2 Levante.


d. Quale sarà il Suo impegno per la riduzione degli adempimenti burocratici che oggi gravano su cittadini, imprese e lavoratori autonomi, anche a causa di una P.A. non sempre pronta a fornire un adeguato supporto al contribuente?
r. Abolizione degli studi di settore, riforma del testo unico delle imposte sul reddito con l’introduzione della Flat tax – aliquota fiscale unica – al 15%, abolizione dell’inversione dell’onere della prova in materia tributaria, raggiungimento della ‘pace fiscale’ per i crediti inesigibili da parte dello Stato e digitalizzazione dei processi della Pubblica amministrazione: sono gli elementi cardine che riteniamo indispensabili per ridurre gli adempimenti burocratici, che oggi rendono impossibile la vita di tantissime piccole imprese, professionisti e semplici cittadini.

d. Pensa che l’istituto dell’autocertificazione, con le relative responsabilità per chi certifica il falso, dovrebbe essere implementato, ad esempio anche per autocertificare i propri crediti d’imposta ai fini delle compensazioni?
r. Certamente occorre invertire l’attuale sistema per cui il contribuente è in una condizione di forte svantaggio nei confronti dello Stato che gli contesta un’infedeltà fiscale. Non sarà più il contribuente a dover dimostrare a proprie spese la sua innocenza davanti allo Stato, ma al contrario sarà lo Stato a sue spese a dover eventualmente dimostrare la colpevolezza del contribuente e quindi pretendere il pagamento del dovuto.

d. La difficoltà di comprensione e di applicazione delle norme in ambito fiscale, deriva anche dalla sovrapposizione di interventi legislativi che si susseguono senza soluzione di continuità. Non ritiene che, per una vera ed efficace riforma del settore, sia necessaria una tregua normativa?
r. Il governo deve fare poche e semplici leggi, per riordinare quelle esistenti. La giungla normativa attuale rappresenta un ulteriore aggravio, che si aggiunge a una fiscalità sproporzionata, sulle spalle di piccoli artigiani e commercianti, a danno dell’economia reale del Paese. Occorre semplificare, razionalizzare e ridurre, anche attraverso la digitalizzazione, gli adempimenti burocratici connessi alla gestione amministrativa dei rapporti di lavoro, che incidono pesantemente sul costo del lavoro in termini di tempo, efficienza e risorse dedicate, nell’ottica anche di attrarre investimenti stranieri.

d. L’utilizzo dei sistemi informatici può agevolare i contribuenti ed essere un efficace deterrente all’evasione fiscale, ritiene che il nostro Paese, le sue infrastrutture e le imprese, pensando soprattutto ad artigiani e commercianti, siano pronti ad una rivoluzione come quella che si prospetta con l’obbligo della fatturazione elettronica tra privati (B2B) dal 2019?
r. Penso che le nostre piccole imprese, gli artigiani e i commercianti, siano pronti a una seria semplificazione che renda più snelle le procedure burocratiche, con l’utilizzo di strumenti innovativi. Certo è che non possono essere abbandonate a loro stesse: la pubblica amministrazione deve svolgere il ruolo di agevolatore dei processi, mettere a disposizione le infrastrutture tecnologiche, garantendone parità di accesso a tutti i territori, dalla costa all’entroterra.

d. Qual è, secondo Lei, il primo intervento che il prossimo Parlamento dovrebbe attuare in tema di sburocratizzazione?
r. L’abolizione degli studi di settore e la revisione della procedura e struttura di giustizia tributaria.