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Istituto Nazionale Tributaristi

FILO DIRETTO CON IL PRESIDENTE

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Messaggio inviato! Grazie per averci scritto.

Egregio Presidente,

sono un laureato in economia e commercio con tirocinio svolto presso uno studio commercialista ed esercito ormai da anni con il codice  69.20.13 e posizione gestione separata Inps.

Avrei deciso finalmente di iscrivermi all' Istituto che Lei rappresenta e vorrei avere delle delucidazioni in merito:

ho già una copertura assicurativa con massimale annuo di 250.000,00 euro;

tale copertura è valida per l'iscrizione?

Inoltre vorrei avere dei chiarimenti sulla certezza della tutela della professione di tributarista presso l'INT in seguito alla riforma del disegno di legge AC2281 approvato al Senato riguardo l'art.348 cp. la ringrazio anticipatamente per la disponibilità.

Dott. F.G.

Leggi la Risposta 📅01/04/15

Buonasera Presidente,

Sono laureato in economia aziendale e ho concluso il tirocinio da commercialista. Attualmente sono dipendente presso lo studio dove ho fatto il tirocinio.

Volevo chiederle sinteticamente:
- se aprissi partita iva come tributarista e puntassi a gestire in proprio alcuni clienti ci sarebbe incompabilita ' con la posizione da dipendente?
- avendo copertura inps da dipendente, applicherei la gestione separata con l' aliquota del 23,50%?
- e' in programma la formazione di una cassa per i tributaristi o quanto meno aliquote contributive più umane?

Ringrazio anticipatamente.
P.D.

Leggi la Risposta 📅23/02/15

Egregio Presidente,

sono un funzionario delle Agenzie fiscali, ex carriera direttiva, prossimo al pensionamento, Laurea Scienze Politiche quadriennale. Effettuando una ricerca sul web non sono riuscito a individuare le procedure necessarie per richiedere l'iscrizione all'elenco di cui all'articolo 4 del D.M. 18 novembre 1996, n. 631.

Vorrei sapere se la sua associazione è in grado di fornirmi delucidazioni e se, laddove ottenessi tale iscrizione, sia possibile aderire all'INT.

Ringrazio per l'attenzione.
G.D.

Leggi la Risposta 📅21/02/15

Egregio Presidente,

sono un Laureato in Scienze dell'amministrazione presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Milano; lavoro presso una società che fornisce consulenza e assistenza agli enti locali per tutto quanto concerne tributi e tributi minori. insieme ad un mio collega laureato in economia e commercio (siamo entrambe under 35) stiamo pensando di aprire un'attività in proprio di consulenza tributaria/fiscale ma per avere una maggiore offerta stiamo pensando anche visto che siamo in possesso entrambe di abilitazione ad amministratore di condominio di ampliare l'eventuale attività .

La presente per chiederle alcune delucidazioni:
- innanzi tutto avremmo i requisiti per iscriverci all'INT?;
- il nostro studio potrebbe avvalersi di diverse attività come ad esempio l'amministrazione condominiale e la tenuta della contabilità di società sportive e associazioni che hanno il regime della contabilità semplificata;
- se secondo lei l'idea che abbiamo è realizzabile, quale forma socetaria ci consiglierebbe per iniziare l'attività ?

Mi scuso per essermi dilungato ma ho visto che lei è sempre molto disponibile a chiarire le idee a noi giovani

La ringrazio anticipatamente per la disponibilità.
D.M. 

Leggi la Risposta 📅22/01/15

Egregio Presidente,

sono una diplomata in ragioneria, ho una laurea triennale in ingegneria gestionale, mi sto specializzando in scienze dell'economia con l'obiettivo di diventare un dottore commercialista; da quasi cinque anni lavoro presso uno studio di consulenza fiscale, cio' ha fatto si che le mie conoscenze nell'ambito di tale professione siano aumentate tanto da saper svolgere tutte le mansioni necessarie per poter gestire in via autonoma uno studio di consulenza. nel mese di dicembre 2014, la societa' presso cui lavoro e' stata messa in liquidazione, per cui, insieme alla mia collega, agrotecnico abilitato, regolarmente iscritta all'albo, vorremmo costituire una nostra societa'. il problema e' che al momento io non sono iscritta in nessun albo, per cui se iscrivendomi alla vostra associazione (da quanto ho capito) divenissi a tutti gli effetti un consulente tributario, potrei insieme alla mia collega costituire una societa' tra professionisti? vorrei un consiglio su come poter "impostare" il tutto.

La Ringrazio Anticipatamente
Dott.Ssa E.F.

Leggi la Risposta 📅16/01/15

Egregio Presidente,

sono un diplomato in ragioneria, ho una laurea triennale in economia e ho da poco completato il tirocinio triennale per Esperto Contabile e Revisore Legale. Per ragioni personali non sono riuscito a conseguire la laurea specialistica per ambire alla professione di Dottore Commercialista.

Attualmente collaboro stabilmente con un Commercialista e stavo per preparare l'esame di stato per Esperto Contabile per poter svolgere la professione in forma associata o eventualmente, in un futuro, in via autonoma, gestendo uno studio simile, per struttura e dimensione, a quello con cui collaboro attualmente.

Lo studio è di piccole dimensioni e vengono svolte principalmente mansioni "ordinarie": iscrizioni Inps, inail e cciaa, pratiche scia, tenuta della contabilità, dichiarazione dei redditi, deposito bilanci, piccole perizie, consulenze, ecc..

Da una ricerca effettuata, tralasciando l'aspetto formativo (obbligo esame di stato, formazione continua, ecc.) e concentrandosi sotto il profilo prettamente pratico, non noto sostanziali differenze tra la figura dell'Esperto Contabile e il Tributarista.

Mi pare di capire, infatti, che le uniche attività riservate in via esclusiva per legge agli iscritti all'ODCEC siano assegnate alla Sezione A (revisione, valutazione, curatore, sindaco, rappresentanza in commissione, apposizione visto, gestione paghe).

Stando sempre alle informazioni trovate, il tributarista può richiedere le abilitazioni e agire in qualità di intermediario in nome e per conto del cliente per pratiche relative alla camera di commercio (telemaco/starweb per iscrizioni, deposito bilanci, ecc.), agenzia delle entrate (entratel per attribuzioni p.iva invio dichiarazioni, ecc.), inail (iscrizione e gestione aziende senza dipendenti), Inps (iscrizioni/cessazioni, richieste durc, ecc.). 
Me lo può confermare?

Eventualmente può segnalarmi quali sono le differenze tra le due figure?

In quanto, qualora non ci fossero, ritengo poco opportuno preparare un esame di stato del tutto simile a quello del Dottore Commercialista senza, di fatto, ricevere l'abilitazione per poter svolgere attività riservate esclusivamente agli iscritti all'ODCEC ma solo atto a certificare delle competenze in materie che risultano di pubblico dominio in quanto possono essere svolte anche con la qualifica di tributarista.
In tal caso potrei valutare l'iscrizione alla vostra associazione evitando di sostenere un esame di stato.

Ringraziando anticipatamente per l'attenzione, le porgo i miei migliori saluti.

ML

Leggi la Risposta 📅07/10/14

Gentile Presidente,

ho saputo dell'esistenza della professione di tributarista visitando per caso il sito dell'INT. Presto conseguirò la Laurea magistrale in economia e legislazione d'impresa. Nonostante l'indirizzo da me scelto abbia l'obbiettivo primario di preparare lo studente all'esame di stato per diventare commercialista, questa non è la strada che ho intenzione di percorre volendo focalizzare la mia futura attività professionale alla consulenza fiscale nazionale/ internazionale. Con la presente volevo alcuni consigli in merito: la consulenza fiscale può essere svolta, come io credo, anche senza abilitazione? In futuro potrei svolgere l'attività di consulenza in un mio studio? Dove mi conviene inviare i cv per intraprendere questa strada? Gli studi tributari richiedono per la maggiore praticanti commercialisti. 

La ringrazio anticipatamente per le informazioni e le porgo cordiali saluti

G.A.

Leggi la Risposta 📅12/09/14

Gentile Presidente,

ho saputo dell'esistenza della professione di tributarista visitando per caso il sito dell'INT. Presto conseguirò la Laurea magistrale in economia e legislazione d'impresa. Nonostante l'indirizzo da me scelto abbia l'obbiettivo primario di preparare lo studente all'esame di stato per diventare commercialista, questa non è la strada che ho intenzione di percorre volendo focalizzare la mia futura attività professionale alla consulenza fiscale nazionale/ internazionale. Con la presente volevo alcuni consigli in merito: la consulenza fiscale può essere svolta, come io credo, anche senza abilitazione? In futuro potrei svolgere l'attività di consulenza in un mio studio? Dove mi conviene inviare i cv per intraprendere questa strada? Gli studi tributari richiedono per la maggiore praticanti commercialisti. 

La ringrazio anticipatamente per le informazioni e le porgo cordiali saluti

G.A.

Leggi la Risposta 📅12/09/14

Egregio Presidente,
sono un consulente tributario, ragioniere, iscritto nel ruolo dei periti ed esperti della provincia di Siena dal 04.05.1993, dopo aver superato l'esame presso la commissione consultiva della CCIAA di Siena.
Ho uno studio dove ci occupiamo di contabilità, assistenza tributaria e fiscale, consulenza del lavoro e contenzioso.
Fino ad oggi abbiamo svolto la nostra attività con una società di servizi, composta da me, da mia figlia iscritta all'albo dei consulenti del lavoro e da mia moglie iscritta all'albo degli architetti.
Inoltre abbiamo tre partite iva personali, io come tributarista, mia figlia come consulente del lavoro, mia moglie come architetto, con le quale fatturiamo le attività riservate:
- tributarista - fatturo personalmente il contenzioso, le perizie di rivalutazione, e alla società di servizi la mia consulenza e l'invio delle dichiarazioni in qualità di intermediario abilitato.
- consulente del lavoro - fattura la sua consulenza alla società di servizi che elabora le buste paga.
- architetto - fattura personalmente il suo lavoro di architetto.
A fronte delle recenti novità in materia di attività professionali, Le chiedo se gentilmente può darmi un parere sul corretto svolgimento delle nostre attività:
1- ritiene che sia corretto utilizzare la società di servizi che si interfaccia con il cliente, o dovrebbe essere il contrario?
2- ritiene che potremo fare una associazione professionale tra noi tre, o addirittura una STP?
3- vorrei sapere come fare ad iscrivermi alla Vostra associazione.

La ringrazio anticipatamente per la risposta e Le auguro cordiali saluti.
C.P.

Leggi la Risposta 📅03/07/14

Egregio Presidente,

da pochissimo sono iscritta all' I.N.T. e sto scoprendo di giorno in giorno quanto sia utile il sostegno fornito, indispensabile per chi come me lavora da sola e troppo spesso si trova davanti dei muri di gomma!

Approfitto della sua disponibilità per chiarire un dubbio che mi è sorto in merito alla (annosa) questione dell' autentica di firma sulla procura per la rappresentanza del cliente.

L' attuale normativa prevede che i possessori dei requisiti indicati nel D. Lgs. 31/12/1992 n. 545 articolo 4 punto 1 e)  e cioè coloro che, in possesso del titolo di studio ed in qualità di ragionieri o periti commerciali, hanno svolto per almeno dieci  anni, alle dipendenze di  terzi,  attività   nelle  materie  tributarie  ed  amministrativo-contabili possono rappresentare il cliente autenticandone la firma.

Essendo stata per venti anni alle dipendenze di un ragioniere commercialista ritengo di rientrare quindi fra coloro che possono beneficiare di tale norma.

Il dubbio che devo dirimere mi è sorto dopo la lettura del testo della relazione presentata dall' I.N.T. alla Sesta Commissione permanente Finanze e Tesoro del Senato il 4 febbraio 2014 dove viene evidenziato che potrebbe esistere l' assurda situazione in cui il dipendente del Tributarista da più di dieci anni può rappresentare il cliente dello studio autenticandone la firma, mentre tale comportamento potrebbe essere precluso al titolare dello stesso studio, ciò mi fa  sorgere il dubbio che per poter autenticare la firma occorre essere dipendenti.

Poiché la norma testualmente dice hanno svolto per almeno dieci anni  e non svolgono da almeno dieci anni, ritengo di possedere comunque i requisiti per poter provvedere autonomamente all' autentica avendo in passato svolto tale attività per un ventennio e che l'esempio citato nella relazione sia riferito ad un Tributarista titolare di studio che in precedenza non ha svolto attività amministrativo-contabile come dipendente o ha svolto per meno di dieci anni, ma gradirei una conferma o una smentita della mia deduzione.

Inoltre, supponendo che il mio ragionamento sia corretto, dovrei dimostrare in qualche modo il possesso dei requisiti o è sufficiente il riferimento normativo richiamato nell' autentica?

Ringrazio per la disponibilità e le auguro buon lavoro.

E.G.

Leggi la Risposta 📅28/06/14

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