Istituto Nazionale Tributaristi

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Comunicato INT

L'INT con il D.G. ha partecipato alla seduta della Costituente del Contribuente

Roma
  23-10-2018

L'Istituto Nazionale Tributaristi, su invito del Professor Orlando Formica Garante del Contribuente per la V. d'Aosta, è entrato a far parte del Cantiere della "Costituente del Contribuente", lo scorso 23 ottobre, il Direttore Generale INT Roberto Vaggi ha preso parte alla seduta della Costituente del Contribuente svoltasi presso il Dipartimento delle Finanze.
Di seguito l'intervento del Dottor Vaggi:
" Nel ringraziare il Prof. Orlando Formica per l’invito a questa tribuna, vorremmo preliminarmente soffermarci su alcune osservazioni all'intervento iniziale che vara il Cantiere della Costituente del Contribuente e che ci ha chiamati a questo microfono: Esiste il sistema economico privato composto da persone, beni, rapporti giuridici. Bene, aggiungo che non sempre c’è allineamento col sistema economico-finanziario pubblico. Di più, quel sistema privato è molto segmentata o ed ha caratteristiche ed esigenze differenziate, starei per dire che parla un’altra lingua.
Cito un caso di scuola. E’ frequente la citazione della categoria Piccole e medie imprese, a sottolineare una delle caratteristiche del sistema paese Italia. Ma la Media impresa è statisticamente catalogata fino a 250 addetti, e in gran parte del territorio italiano tale fattispecie imprenditoriale è pressochè inesistente. E poi la realtà del tessuto economico-produttivo non riconosce un insieme statistico da 0 a 250: in quell’intorno ci sono almeno cinque sottogruppi diversi, così che quella definizione non ha alcun significato se non per compilare un istogramma. Ed un esperto di marketing non potrebbe che bocciarla, ben sapendo che la frammentazione degli attori che producono ricchezza sociale in Italia è molto maggiore. E se non ci soffermiamo sul fondamentale concetto di Micro imprese, associate per affinità dimensionale ai professionisti con partita Iva, dimentichiamo una larga fetta di quegli attori dello sviluppo economico del Paese. Perchè, si badi, non è un caso che l’iniziativa che anima questo convegno (ed i precedenti) sia nata nella più piccola fra le regioni italiane.
Io rappresento qui l’I.N.T. (Istituto Nazionale Tributaristi), una delle Associazioni non ordinistiche che opera nella nebulosa della consulenza amministrativa, contabile e tributaria. Ebbene, tra i nostri iscritti (alcune migliaia, su tutto il territorio nazionale) sono rari gli studi con più di 5 addetti, e molti sono al contrario delle organizzazioni puntiformi. E bene conosciamo le micro dimensioni della gran parte dei famosi 4 milioni di partite Iva, poiché con loro lavoriamo quotidianamente, li supportiamo e li consigliamo al meglio, secondo il nostro Codice deontologico.
Ecco dunque un esempio di scollamento tra i grandi numeri macroeconomici e la realtà dell’economia reale, quella che, magari misconosciuta, produce gran parte del PIL e distribuisce salari e stipendi. E che, soprattutto, questa sì è innervata in tutto il tessuto sociale e geografico italiano.
? Bene fa anche il Prof. Formica a perorare l’avvento di un Codice Tributario Unitario. Nei miei primi trentacinque anni di professione ho sentito proporre più volte tale argomento, da tecnici e da politici, ed alcuni editori avveduti, editandone con successo delle elaborazioni ante litteram, ne hanno dimostrato la necessità a vantaggio degli operatori, che ovviamente hanno apprezzato. Ma ho la felice sensazione che la proposta del Prof. Formica abbia un sentore di maggiore freschezza, sia perché proviene (parole sue) “dal basso”, sia perché fa il paio con un nostro (dell’I.N.T.) cavallo di battaglia: la semplificazione in campo tributario.
Imporre e tassare è compito ineludibile per uno Stato civile, moderno o antico, ma nello spennare l’oca, avrebbe detto mia nonna, è molto meglio per tutti (per l’oca soprattutto) non farla starnazzare col suo verso da canna d’organo. Dunque, puntare al massimo risultato concedendo al contribuente il minimo disturbo invasivo. Semplificare è necessario, utile ed etico, ed è ormai ineludibile, non bastando più il vano esercizio di critica alla inestricabilità del coacervo normativo che tutti attanaglia, ma che risulta ormai uno sterile mugugno, direbbero i genovesi. Un inane lamento nel quale ci stiamo cimentando da decenni.
Ci sono poi i discorsi che attengono alla Scienza delle Finanze che tutti abbiamo studiato, ma che lasciamo ai professori di tale disciplina, che ne disquisiscano al meglio: quale dovrebbe essere il giusto mix di imposte dirette e indirette, quale fra imposte e tasse, proporzionalità, progressività e aliquote, costruzione delle tabelle allegate al Decreto Iva ovvero all’imposta di Registro, esenzioni, detrazioni e donazioni, elusioni ope legis, et cetera.
E ancor più cediamo il passo quando si sconfina in territorio UE, là dove si combattono le battaglie che poi tutto e tutti influenzano.
Ma stando ai nostri orticelli dove si coltivano i tributi, noi dell’I.N.T. ci siamo e qualche contributo lo possiamo dare.

Garante del contribuente: è un istituto cui spetta un compito alto, che va nella direzione di completare quello che le rivoluzioni liberali negli ultimi tre secoli hanno proposto e imposto, porre un argine allo strapotere dello Stato a scapito dell’inerme singolo contribuente. Serve, eccome se serve la figura del Garante, non essendo bastato a ciò sostituire un dominus chiamato Monarca Assoluto con un altro chiamato Repubblica Elettiva, persistendo una marcata asimmetria di potere tra i due soggetti, Stato e Contribuente. E le migliaia di istanze che sono giunte a questi Uffici in ogni parte d’Italia lo dimostrano.

Ci si attarda spesso a disquisire come lo Stato possa “creare” posti di lavoro. E noi ad insistere ogni volta che solo il Dio della Genesi ha creato; lo Stato deve, più modestamente ma molto più efficacemente, istituire un sistema economico e giuridico e produrre interventi a favore dell’impresa che, producendo beni e servizi (che è il mestiere suo), produrrà e distribuirà ricchezza. Ed a questo processo non è certamente estraneo il mondo dei tributi, anzi ne è parte costitutiva.
L’INT non si occupa di politica, ma vive e si confronta diuturnamente con il mondo della politica, le cui azioni incidono anche (e forse soprattutto) sugli scenari economici nei quali noi, nella nostra attività di consulenza e di fornitura di servizi ci muoviamo.

Il Reddito di cittadinanza che impronta di sé il dibattito politico e dà il La a questo convegno, ha indubbi risvolti che ci interessano. Non tutti sanno che l’Italia giunge fra le ultimi Nazioni a promuovere esplicitamente un tale strumento che ha motivazioni di equità sociale ed ha effetti di volàno economico, mettendo in circolo risorse nelle tasche di chi ne farà immediatamente uso per procurarsi beni di prima necessità, dato il suo presumibile stato di indigenza. Tant’è che già nella passata legislatura era stato varato uno strumento analogo, chiamato Reddito di Inclusione.
E’ prematuro, e non spetta a noi dell’INT, valutarne i possibili effetti nei diversi aspetti che ve ne saranno coinvolti. Le analisi riferite agli altri Paesi europei che hanno adottato misure simili (quasi tutti i 27 oltre al nostro) portano a considerazioni ottimistiche, a parte quelle di macroeconomia applicate al bilancio finanziario dello Stato, trattandosi di una importante voce passiva. Certo è che l’economia di una nazione è simile ad un puzzle dove ogni tessera attiva o completa un quadro. Ogni misura compresa nella Legge di Bilancio può essere apprezzata o criticata secondo l’angolo visuale di ciascun commentatore. Ciò vale specialmente per ogni contributo elargito, oppure per ogni misura defiscalizzante, oppure per ogni spostamento di risorse dall’uno all’altro settore dello scenario economico.
Vista dal basso, questa misura merita, a nostro avviso, un giudizio benevolo in attesa che siano le procedure applicative, eventualmente, a mostrarne le criticità. Il nostro auspicio è che, al pari della ruota motrice di una locomotiva a vapore, scontato un iniziale slittamento al momento dell’avvio, produca gli effetti sperati."

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