Istituto Nazionale Tributaristi

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Candidato Enrico Morando

Due domande dell'INT ai Candidati alle elezioni europee

Roma
  20-05-2019

Le risposte di Enrico Morando, pervenute il 20 maggio, Candidato nella Circoscrizione Nord-Ovest per il Partito Democratico.

Enrico Morando, nato il 30-9-1950 ad Arquata Scrivia (AL) e residente a Novi Ligure (AL). Laureato in filosofia alla Università di Genova, inizia il suo impegno politico-amministrativo come consigliere comunale ad Arquata Scrivia nel 1972 e poi varie legislature in Parlamento sino a ricoprire il ruolo di Presidente della Commissione Bilancio al Senato. Dal 2014 al 2018 ricopre il ruolo di Vice Ministro all'Economia, con delega al Bilancio. Ha sempre sostenuto posizioni ispirate al socialismo liberale della componente "socialdemocratica" dei miglioristi. E’ Presidente dell’ Associazione “ Libertà Eguale”. Ha detto: “ Bisogna che sia costruito il bilancio dell’area dell’Europa. Non è possibile avere la stessa moneta ma differire nelle politiche di bilancio e in quelle fiscali. A una politica monetaria deve corrisponderne un’altra di bilancio. Non serve il bilancio dell’Unione Europa, ma dell’area dell’euro”


DOMANDE AI CANDIDATI ALLE ELEZIONI DEL PARLAMENTO EUROPEO

1- Viviamo un periodo nel quale sempre più l'economia supera i confini nazionali e chiede alle nostre imprese di confrontarsi con realtà produttive di altri Paesi, di prendere decisioni attraverso professionisti che necessitano di competenze "europee". Quali strumenti si possono ipotizzare per creare un supporto alle nostre imprese e quindi dei loro consulenti, per facilitare le scelte di investimento in altri Paesi europei, sia in ambito fiscale che commerciale/organizzativo?

RISPOSTA:
In questo momento, in Italia, in Europa e nel mondo si confrontano due idee alternative in tema di internazionalizzazione delle imprese (piccole o grandi che siano) e di commercio mondiale: i nazionalisti vogliono chiudere (dazi, dogane, muri, ecc.), e gli europeisti vogliono correggere i difetti della costruzione europea proseguendo sulla via della integrazione politica.
Se si afferma (anche e soprattutto nel voto del 26 maggio) la seconda strada, non sarà difficile trovare le singole, specifiche misure che possono consentire di percorrerla gradualmente e con passo sicuro. Se vince il nazionalismo, nessuna soluzione cooperativa sarà praticabile.
Quanto alla dimensione fiscale, la via della crescente integrazione passa innanzitutto per l'adozione-almeno alla dimensione della Area Euro-di una web tax il cui gettito costituisca un'entrata propria del bilancio della stessa Euroarea.

2- Spesso le rigidità di accesso alle professioni di alcuni Stati membri, che non sempre equivalgono a garanzia per l’utenza, ma piuttosto rappresentano mere barriere all’accesso, prevalgono sull’interesse della circolazione dei servizi professionali.
In particolare nel nostro Paese non si tengono in piena considerazione tutte le professionalità che fanno riferimento alla Legge 4/2013 (Professioni non organizzate in ordini o collegi), spesso anche le istituzioni non tengono conto che il mondo professionale si suddivide in due sistemi (c.d. sistema duale) quello ordinistico che fa riferimento a professioni un tempo definite protette, ma che oggi soffrono di due fattori crescita e sistema previdenziale, quello libero associativo che accoglie professionalità in continua evoluzione e che sostiene, dal punto di vista previdenziale, la gestione separata dell’Inps. Non pensa che lo Stato e le Istituzioni in genere debbano maggiormente considerare questo nuovo sistema professionale in continua crescita qualitativa e numerica?

RISPOSTA:
Nel corso di questi anni di impegno legislativo e di governo ho lavorato alla costruzione di ragionevoli soluzioni di compromesso, che favorissero la crescita e la modernizzazione di entrambe le componenti del cosiddetto sistema duale. Risultati importanti non sono mancati. Si può fare di più e meglio? Sì, se l'obiettivo è quello di migliorare il funzionamento di tutti i mercati, compreso quello del lavoro. Come abbiamo fatto con il Jobs Act e lo Statuto dei lavoratori autonomi.