Istituto Nazionale Tributaristi

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Candidato Massimiliano Smeriglio

Due domande dell'INT ai Candidati alle elezioni europee

Roma
  24-05-2019

Le risposte di Massimiliano Smeriglio, pervenute il 24 maggio, Candidato nella Circoscrizione Centro per il Partito Democratico.

Nato e vive a Roma. Sposato e papà di tre figli, laureato in Lettere con indirizzo Storia Moderna. Dopo anni di militanza giovanile e studentesca nel 2001 è stato eletto Presidente del Municipio XI (attuale VIII) e nel 2006 Deputato della Repubblica. Ha detto: “ Ho accettato l’ invito di Nicola Zingaretti a correre come eurodeputato per presidiare da Bruxelles quanto di buono realizzato in questi anni proprio grazie ad un utilizzo virtuoso dei fondi comunitari, per rappresentare nel Parlamento Europeo le posizioni di una sinistra matura, consapevole, utile alla vita delle persone.”


DOMANDE AI CANDIDATI ALLE ELEZIONI DEL PARLAMENTO EUROPEO

1- Viviamo un periodo nel quale sempre più l'economia supera i confini nazionali e chiede alle nostre imprese di confrontarsi con realtà produttive di altri Paesi, di prendere decisioni attraverso professionisti che necessitano di competenze "europee". Quali strumenti si possono ipotizzare per creare un supporto alle nostre imprese e quindi dei loro consulenti, per facilitare le scelte di investimento in altri Paesi europei, sia in ambito fiscale che commerciale/organizzativo?

RISPOSTA:
Intanto armonizzando la pressione fiscale in tutti i paesi membri, per evitare all’interno del sistema “Europa” paradisi fiscali ed avere una normativa Europea di riferimento, dall’altra andrebbe concepita una semplificazione reale del sistema fiscale Italiano da condividere con tutti gli operatori del settore andando ad incidere sulle criticità di sistema. Inoltre andrebbero aiutati gli studi di consulenza a crescere, ad esempio dando la possibilità ai professionisti di accedere ai fondi europei, per far fronte ad investimenti e percorsi formativi.


2- Spesso le rigidità di accesso alle professioni di alcuni Stati membri, che non sempre equivalgono a garanzia per l’utenza, ma piuttosto rappresentano mere barriere all’accesso, prevalgono sull’interesse della circolazione dei servizi professionali.
In particolare nel nostro Paese non si tengono in piena considerazione tutte le professionalità che fanno riferimento alla Legge 4/2013 (Professioni non organizzate in ordini o collegi), spesso anche le istituzioni non tengono conto che il mondo professionale si suddivide in due sistemi (c.d. sistema duale) quello ordinistico che fa riferimento a professioni un tempo definite protette, ma che oggi soffrono di due fattori crescita e sistema previdenziale, quello libero associativo che accoglie professionalità in continua evoluzione e che sostiene, dal punto di vista previdenziale, la gestione separata dell’Inps. Non pensa che lo Stato e le Istituzioni in genere debbano maggiormente considerare questo nuovo sistema professionale in continua crescita qualitativa e numerica?

RISPOSTA:
Sicuramente, si.
Difatti la legge 4 del 2013 nasce dalla capacità del governo dell’epoca, ma soprattutto dell’onorevole Bersani, di cogliere questa giusta domanda di riconoscimento da parte dei professionisti non ordnistici, che già operavano nel rispetto della legge, ma che grazie alla legge 4, hanno visto riconosciuto il loro percorso professionale.
Penso anche che questa legge non è bastata a superare la rigidità del sistema e che vadano maggiormente considerate le professioni non organizzate in ordini e collegi da parte delle Istituzioni, ad esempio inserendo i riferimenti normativi in tutti gli avvisi e bandi che pubblicano, equiparando, la dove non ci siano riserve di legge reali, tutti i professionisti.